
Il consumo smodato di cibo spazzatura unito alla vita sedentaria fanno di Homer un soggetto a rischio cardiopatico. Ignorando i continui sintomi di dolori al petto Homer finisce per essere vittima di un lieve infarto: succede alla centrale, nell’ufficio del Sig. Burns che volontariamente gli provocherà l’infarto comunicandogli che è licenziato. Da qui comincia la trafila delle analisi, che porteranno il dottor Hibbert alla diagnosi: a Homer serve un intervento di bypass da 40.000 dollari. Con una quindicina di anni in anticipo rispetto a “SICKO”, il documentario-verità di Michael Moore sulla sanità americana, I Simpson ci fanno sorridere girando il coltello nella ferita di una delle più grandi e meno note vergogne del sistema U.S.A: la sanità. In Italia impazzano serie TV come E.R. o il Dottor House, mentre aldilà dell’oceano la gente reale muore, scaricata dalla barella ancor prima della diagnosi perché priva di un’assicurazione. L’episodio uscì negli states (1992) ancor prima che Hillary Clinton (neo-first lady e recente sconfitta alle primarie democratiche) diffondesse i suoi propositi di health-care da 10 miliardi di dollari ai quali forse rimetterà mano il nuovo presidente Obama. Nella puntata Homer spiega alla moglie che i lavoratori della centrale hanno rinunciato all’assicurazione medica in cambio di un flipper nella sala ricreazione, e tenterà di stipulare in extremis una polizza che l’agente assicurativo gli impedirà di firmare, sospettoso della salute del cliente. I 40.000 dollari necessari all’operazione non si trovano e Homer si troverà costretto a tentare la fortuna ricorrendo alle cure di un medico low-cost, il Dott. Riviera, che opera chiunque a 129 dollari e 95 e reclamizza i propri interventi mediante una televendita. Il finale della puntata – più grottesco e meno realistico della media per la serie de I Simpson – fa riflettere sul dramma di milioni di americani senza un’adeguata copertura sanitaria: il medico inetto viene aiutato nell’operazione da Lisa, che nel frattempo si è documentata in cardiochirurgia e Homer è salvo. Un lieto fine che forse riesce a far sorridere noi, ma che non può non far correre un brivido sulla schiena dei 44 milioni di americani senza assistenza sanitaria.

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